Una conceria di Santa Croce sull'Arno, un lanificio pratese che lavora il cardato rigenerato e una cantina di Montalcino hanno poco in comune, a parte il fatto di essere toscane. Eppure condividono spesso lo stesso problema: informazioni sparse tra fogli di calcolo, email e gestionali nati vent'anni fa, che costringono le persone a ricostruire ogni volta lo stato di un ordine, di un lotto o di una pratica.
La regione vive di distretti produttivi molto riconoscibili: il tessile di Prato, la pelle tra Firenze e il Valdarno inferiore, l'oreficeria aretina, la carta di Lucca, il marmo di Carrara, il florovivaismo pistoiese. Accanto a questi ci sono il porto di Livorno, la nautica di Viareggio, un turismo che riempie Firenze, Siena e la costa per buona parte dell'anno, e università come Pisa, Firenze e Siena con la loro rete di laboratori e spin-off.
In contesti così il software utile è quasi sempre su misura: un gestionale che segua le fasi di lavorazione per conto terzi, un portale B2B per i clienti esteri della pelletteria, un sistema di tracciabilità per il vino o per le piante in vaso. Sul fronte dell'intelligenza artificiale lavoriamo con assistenti basati su LLM e RAG che rispondono a partire dai documenti dell'azienda (schede tecniche, capitolati, disciplinari, listini) e lasciano alle persone le decisioni che contano.
CAD Designers ha la sua base in Calabria e segue i progetti toscani a distanza: analisi in videochiamata, ambienti di prova condivisi, rilasci frequenti, e un incontro in presenza quando il progetto lo richiede. Il metodo non cambia rispetto a un fornitore sotto casa; cambia solo la strada che percorrono le riunioni.
Le pagine delle singole province raccontano più nel dettaglio come questo approccio si applica alle filiere di ciascun territorio, da Massa-Carrara a Grosseto, passando per Prato, Pisa e Arezzo: problemi diversi, stesso metodo di lavoro.