Con l'Università, la Scuola Normale, la Scuola Sant'Anna e l'area di ricerca del CNR, Pisa è uno dei luoghi in Italia dove si parla di modelli linguistici da più tempo. Per un'impresa del territorio, però, la domanda resta concreta: come si usa un LLM per rispondere più in fretta a un cliente, ritrovare una procedura, preparare un'offerta, senza esporre dati riservati e senza affidarsi a risposte inventate?
La nostra risposta passa quasi sempre dal RAG: il modello non risponde a memoria, ma cerca nei documenti dell'azienda e cita da dove ha preso l'informazione. In una conceria del comprensorio del cuoio di Santa Croce sull'Arno e Ponte a Egola i documenti sono ricette di concia, schede dei prodotti chimici, certificazioni ambientali e specifiche dei clienti della moda. Nell'indotto meccanico cresciuto attorno a Pontedera sono disegni, piani di controllo e manuali di montaggio.
Il resto del territorio aggiunge altre esigenze. San Miniato e le colline pisane hanno tartufo, vino e agriturismi; la città e il litorale vivono di turismo e di un aeroporto che collega la Toscana con mezza Europa; Volterra ha il suo artigianato dell'alabastro. Per queste realtà servono più spesso prenotazioni, e-commerce e strumenti per gestire ospiti stranieri.
Un modello linguistico funziona solo se ha attorno un software ben fatto: autenticazione, permessi, archivio documentale ordinato, collegamento con gestionale e CRM. Per questo uniamo l'AI engineering allo sviluppo tradizionale. Il team ha base in Calabria e collabora con le aziende pisane soprattutto online, con incontri in sede quando servono.