Le Marche sono una delle regioni italiane in cui il modello dei distretti industriali è più evidente. Il mobile e le cucine nel pesarese, le calzature tra Fermo e Macerata, la carta e gli elettrodomestici a Fabriano, la fisarmonica a Castelfidardo, la cantieristica ad Ancona, il cappello a Montappone: filiere di piccole e medie imprese specializzate, spesso a conduzione familiare, che vendono in tutto il mondo.
Questo modello ha punti di forza noti, come flessibilità e competenza tecnica, e un punto debole ricorrente: la conoscenza sta nelle teste delle persone e in archivi difficili da consultare. Quando un modellista va in pensione o un tecnico è in ferie, ritrovare una scheda o capire perché un prodotto è stato fatto in un certo modo diventa complicato. Gli assistenti AI basati su LLM e RAG servono proprio a rendere interrogabile questo patrimonio documentale, con le persone che restano responsabili delle risposte.
Accanto all'industria ci sono porti con funzioni diverse, da Ancona con i traghetti per Croazia, Grecia e Albania ai porti pescherecci di San Benedetto del Tronto e Fano, e una costa turistica che va dalla Riviera del Conero a quella delle Palme. Le università di Urbino, Ancona, Macerata e Camerino formano ricercatori e professionisti, mentre l'entroterra colpito dal sisma del 2016 vive ancora una lunga fase di ricostruzione, con molte pratiche da gestire e cittadini che chiedono risposte chiare sui tempi.
Su questi bisogni costruiamo software su misura e applicazioni AI: gestionali di produzione, portali B2B per l'export, piattaforme di prenotazione, sistemi documentali per enti. Il gruppo di lavoro ha base in Calabria e segue le aziende marchigiane da remoto, con un percorso fatto di analisi, prototipi e rilasci graduali, e incontri in azienda quando servono. Spesso il primo passo è piccolo: un archivio reso consultabile, un flusso di ordini automatizzato, un portale per i rivenditori.