Un lanificio biellese prepara due collezioni l'anno, ognuna con centinaia di articoli: composizioni, pesi, finissaggi, certificazioni di sostenibilità. Quando un ufficio stile di Parigi o di Tokyo chiede un'alternativa a un tessuto esaurito, la risposta dipende dalla memoria di chi segue il campionario da anni. E quando quella persona è in fiera o in ferie, la mail aspetta.
Il distretto laniero di Biella è fatto così: filature, tessiture, tintorie e finissaggi che lavorano fibre pregiate per l'alta moda internazionale, lungo valli segnate dall'acqua che un tempo muoveva le macchine. Dal 2019 Biella è Città creativa UNESCO per l'artigianato. Accanto al tessile ci sono la meccanica tessile, il Santuario di Oropa con i suoi pellegrini e il polo di formazione di Città Studi, dove si preparano tecnici per le aziende del territorio.
Qui un chatbot AI costruito sulle schede tecniche e sul campionario può proporre tessuti simili per caratteristiche, rispondere sulle certificazioni e preparare una bozza di risposta per il commerciale, che decide cosa inviare. Sul fronte produttivo, un gestionale su misura collega ordini, lotti di tintura e conto lavoro tra le aziende della filiera, così si sa sempre dove si trova una pezza e quando rientrerà.
Siamo basati in Calabria e lavoriamo con il Biellese a distanza, con un metodo pratico: partiamo da un campionario reale, costruiamo un prototipo, lo provate con i vostri clienti e lo miglioriamo insieme stagione dopo stagione.