In uno studio professionale milanese, tra commercialisti, avvocati o consulenti del lavoro, una parte consistente della giornata se ne va a cercare: una circolare, un precedente, una clausola usata in un contratto di due anni fa. Molti hanno già provato un chatbot generico e ne hanno scoperto il limite: risponde con sicurezza anche quando non sa, e non conosce i documenti dello studio.
Milano concentra funzioni molto diverse: la finanza di Piazza Affari, le case di moda e gli showroom, il design che ogni anno si ritrova al Salone del Mobile, il sistema fieristico di Rho, l'editoria, i grandi ospedali e gli IRCCS, atenei come Politecnico, Bocconi, Statale e Bicocca. Sono contesti in cui la conoscenza è scritta in documenti, procedure e archivi, spesso enormi e mal indicizzati.
È qui che un assistente basato su LLM con architettura RAG diventa utile: recupera i passaggi pertinenti dai documenti interni, li cita, e dichiara quando un'informazione manca. Lo progettiamo con attenzione ai permessi, perché non tutti devono vedere tutto, e lo colleghiamo a CRM e gestionali esistenti. Per molte realtà milanesi serve anche altro: un portale clienti, un sistema di iscrizione per eventi e fiere, un'integrazione tra applicazioni che oggi non si parlano.
Siamo una software house con base in Calabria e lavoriamo con clienti milanesi in modalità remota, con call strutturate, rilasci frequenti su ambienti di prova e incontri in sede quando servono. Il criterio è sempre lo stesso: l'AI accelera la ricerca e la prima bozza, la responsabilità della risposta resta a chi firma.