CAD Designers
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Raccontare le collezioni del museo con postazioni touch e contenuti vivi

Didascalie brevi, reperti chiusi nei depositi, gruppi scolastici da coinvolgere: tavoli e totem interattivi aggiungono profondità al percorso di visita e si aggiornano da remoto.

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Una didascalia non basta a raccontare un reperto

Accanto a un'anfora o a un dipinto c'è spazio per poche righe: autore, datazione, materiale, provenienza. Tutto il resto, cioè il contesto di scavo, il confronto con altri oggetti, la storia del restauro, rimane nelle schede di catalogo, nelle pubblicazioni scientifiche e nella memoria dei conservatori. Molti musei custodiscono inoltre nei depositi più materiale di quanto riescano a esporre, e le mostre temporanee producono contenuti che a fine allestimento finiscono in un archivio.

Il personale di sala è spesso ridotto e non sempre può accompagnare i visitatori. Le scolaresche arrivano concentrate nei mesi primaverili e chiedono attività coinvolgenti; i turisti stranieri cercano informazioni nella loro lingua; i visitatori con disabilità sensoriali hanno bisogno di modalità di fruizione diverse.

Postazioni interattive costruite sulle collezioni

Sviluppiamo il software per totem multitouch e tavoli interattivi da collocare lungo il percorso espositivo o in una sala introduttiva. I contenuti partono dal patrimonio informativo che il museo possiede già: schede di catalogo redatte secondo gli standard ministeriali, fotografie ad alta risoluzione, rilievi, documenti d'archivio, testi dei curatori.

  • esplorazione di un reperto con zoom sui dettagli e confronto con oggetti simili;
  • mappe e linee del tempo che collocano le opere nel loro contesto storico e geografico;
  • accesso ai materiali dei depositi che non trovano posto nelle vetrine;
  • percorsi e giochi didattici pensati per le diverse fasce d'età delle scuole.

Il tavolo multitouch permette a più persone di interagire insieme, cosa che funziona bene con classi e famiglie. Abbiamo sviluppato un'installazione di questo tipo per la Regione Calabria alla BIT di Milano, descritta nel caso del tavolo multimediale.

Il lavoro comincia insieme a direttore, curatori ed educatori museali: si sceglie quali storie raccontare, a quale pubblico e in quale punto del percorso. Una postazione all'ingresso ha un ruolo diverso da una collocata accanto a una singola opera, e un contenuto per la scuola primaria non coincide con quello per gli appassionati. Solo dopo queste scelte si passa al disegno dell'interfaccia e alla selezione dell'hardware.

Contenuti gestiti dal museo, tecnologia che non si nota

Le postazioni si collegano a un CMS remoto con cui il personale del museo aggiorna testi, immagini e traduzioni senza intervento tecnico. Una nuova acquisizione, una mostra temporanea o una correzione scientifica vengono pubblicate su tutte le postazioni in pochi minuti. Il software gira in modalità kiosk, si riavvia da solo in caso di problemi e funziona anche senza connessione, sincronizzandosi quando la rete torna disponibile.

Su richiesta si aggiunge una guida conversazionale basata su intelligenza artificiale che risponde alle domande dei visitatori usando solo i testi approvati dal museo, nelle principali lingue. Le interpretazioni scientifiche e la scelta di cosa raccontare restano ai curatori: il sistema rende accessibile quel lavoro, non lo riscrive. Le statistiche anonime di utilizzo mostrano quali contenuti interessano di più, dato utile per progettare i prossimi allestimenti e le attività educative.

Esempi concreti

Cosa possiamo costruire

01

Tavolo interattivo per un'area archeologica

All'ingresso di un parco archeologico, un tavolo multitouch mostra la planimetria del sito con le fasi di occupazione sovrapponibili, le ricostruzioni degli edifici e i reperti rinvenuti in ciascun settore, inclusi quelli conservati nei depositi. I visitatori scelgono cosa approfondire prima di iniziare la visita all'aperto, e le guide usano il tavolo per introdurre i gruppi al contesto storico del sito.

02

Percorsi didattici per scuole su totem

Per le classi in visita prepariamo percorsi a tappe su totem lungo le sale, con domande, immagini da confrontare e piccole sfide tra gruppi. I contenuti cambiano in base al livello scolastico selezionato dall'insegnante. Gli educatori museali modificano attività e testi dal CMS e possono preparare versioni dedicate a mostre temporanee o a temi legati al programma dell'anno scolastico.

03

Guida AI multilingua basata sui testi dei curatori

Un totem o un QR code in sala apre una guida conversazionale a cui il visitatore chiede chi era il committente di un'opera o a cosa serviva un oggetto. Le risposte provengono esclusivamente dalle schede e dai testi approvati dal museo e sono disponibili nelle principali lingue europee. Le domande senza risposta vengono raccolte e segnalate ai curatori come spunto per nuovi contenuti.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

Possiamo riutilizzare le schede di catalogo che abbiamo già in digitale?

Sì, ed è il punto di partenza consigliato. Le schede catalografiche, spesso esportabili dai sistemi di catalogazione in formati strutturati, vengono importate e adattate per il pubblico: i campi tecnici restano disponibili per gli approfondimenti, mentre i curatori scrivono testi divulgativi più brevi. In questo modo il lavoro scientifico già fatto non va riscritto da zero.

Cosa succede se la postazione si blocca durante l'orario di apertura?

Il software è progettato per funzionare in modalità kiosk senza accesso al sistema operativo, con riavvio automatico in caso di errore e ritorno alla schermata iniziale dopo un periodo di inattività. Un sistema di monitoraggio segnala le postazioni spente o non sincronizzate. Il personale di sala non deve fare altro che segnalare eventuali danni fisici all'hardware.

Le postazioni sono utilizzabili da visitatori con disabilità?

Progettiamo interfacce con caratteri leggibili, contrasti elevati, pulsanti ampi e altezze compatibili con l'uso da seduti; il tavolo multitouch è per natura più accessibile di un totem verticale. Si possono aggiungere audiodescrizioni, testi in linguaggio semplificato e video in lingua dei segni prodotti dal museo. Le scelte vanno discusse con l'ente in base al pubblico e al percorso espositivo.

Possiamo spostare le postazioni da una mostra temporanea all'altra?

Sì. L'hardware resta lo stesso, mentre i contenuti si organizzano per progetto: a fine mostra si archivia l'allestimento e si pubblica quello nuovo dal CMS. I materiali delle esposizioni concluse restano consultabili, per esempio in una sezione dedicata alla storia del museo. Per mostre itineranti si può usare lo stesso software in sedi diverse, con contenuti adattati a ciascun luogo.

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