Una pratica edilizia, cento documenti
Un ingegnere o un geometra che apre una nuova pratica sa già cosa lo aspetta: verificare il regolamento edilizio del Comune, le norme tecniche di attuazione del piano urbanistico, gli eventuali vincoli paesaggistici, le norme tecniche per le costruzioni, i requisiti per la prestazione energetica. Poi preparare la modulistica per lo sportello unico, che cambia da un ente all'altro, e coordinare relazioni, computi metrici sui prezzari regionali, documentazione di sicurezza del cantiere. Ogni Comune ha le sue abitudini, ogni ufficio tecnico le sue richieste di integrazione.
Molte di queste conoscenze sono già nello studio, sparse tra le pratiche degli anni passati: la relazione che aveva superato un'istruttoria complessa, la nota sulle distanze richieste da un certo regolamento, il modello di asseverazione aggiornato. Il problema è ritrovarle. Quando arrivano ondate di lavoro legate agli incentivi edilizi o a un bando, il tempo per cercare si azzera.
C'è poi la memoria dello studio quando un collaboratore se ne va: le sue pratiche restano in archivio, ma il ragionamento che lo aveva portato a una soluzione spesso no. Rendere consultabili relazioni, corrispondenza con gli enti e note interne significa conservare quel sapere anche quando cambiano le persone.
Cosa realizziamo per gli studi tecnici
- Assistente sulla normativa e sui regolamenti: un sistema RAG che consulta i testi caricati dallo studio, dalle norme nazionali ai regolamenti dei Comuni in cui lavorate più spesso, e risponde indicando articolo e documento.
- Ricerca nell'archivio progetti: relazioni tecniche, computi, verbali e corrispondenza con gli enti diventano interrogabili in linguaggio naturale, per esempio «pratiche con richiesta di integrazione sul calcolo delle superfici».
- Gestionale delle commesse e delle pratiche: stato di ogni pratica presso gli enti, scadenze di inizio e fine lavori, documenti da depositare, ore dedicate da ciascun tecnico.
Sono progetti che uniscono AI engineering e sviluppo di software gestionale, costruiti sulle procedure reali dello studio.
Il tecnico firma, l'assistente cerca negli strumenti di studio
Nella professione tecnica la responsabilità di asseverazioni, calcoli e direzione lavori è personale e non delegabile. Per questo i nostri assistenti non producono calcoli strutturali e non dichiarano conformità: cercano, citano, confrontano. Se una norma è stata aggiornata e nell'archivio c'è ancora la versione precedente, il sistema mostra la data del documento per permettervi di valutare. Quando una risposta non è supportata dai testi caricati, l'assistente lo dice invece di inventare.
Questo approccio funziona anche per i collaboratori più giovani, che possono orientarsi nell'archivio senza interrompere continuamente il titolare, e per i soci che vogliono sapere in pochi secondi a che punto è una pratica.
Gli studi tecnici usano software di calcolo strutturale, programmi di computo e contabilità lavori, piattaforme degli sportelli telematici e archivi su cartelle di rete o cloud. Il nostro lavoro si appoggia a questi strumenti: indicizziamo i documenti dove si trovano, leggiamo le esportazioni dei computi e colleghiamo il gestionale delle commesse all'agenda dello studio. Nessun cambio di abitudini forzato.
