Lo schermo verticale guarda uno, il tavolo coinvolge il gruppo
Molte scuole hanno già monitor interattivi o lavagne multimediali in aula, e un registro elettronico per la parte amministrativa. Sono strumenti pensati per un docente che mostra qualcosa alla classe. Un tavolo multitouch cambia la disposizione: lo schermo è orizzontale, gli studenti si siedono intorno, più mani toccano contemporaneamente. Diventa uno strumento per attività cooperative, laboratori, giochi didattici in cui ciascuno ha un ruolo, ricostruzioni di mappe e linee del tempo da completare insieme.
Le difficoltà che i dirigenti e gli animatori digitali raccontano sono sempre le stesse: dispositivi acquistati con un software chiuso che nessuno sa aggiornare, contenuti in inglese o non allineati al programma, macchine che dopo un anno restano spente in un angolo del laboratorio. Spesso l'acquisto arriva all'interno di progetti per ambienti di apprendimento innovativi, con tempi stretti, e manca la parte che rende il tavolo utile nel tempo: i contenuti.
Hardware e software pensati per una classe
Abbiamo progettato e realizzato tavoli multimediali per contesti pubblici, come il tavolo multimediale per Regione Calabria alla BIT, e portiamo la stessa impostazione nelle scuole, adattandola ai ritmi di una giornata scolastica.
- Applicazioni multiutente in cui più studenti interagiscono nello stesso momento, ciascuno dalla propria parte del tavolo.
- Modelli di attività che il docente riempie con i propri contenuti: quiz a squadre, abbinamenti, mappe interattive, linee del tempo, esplorazione di immagini ad alta risoluzione.
- CMS remoto da cui caricare testi, immagini e video da qualsiasi computer, senza intervenire sul dispositivo.
- Modalità vetrina per open day e orientamento, con presentazioni della scuola e dei suoi indirizzi.
Il progetto comincia da un incontro con i docenti che useranno il tavolo: quali discipline, quali classi, quali attività svolgono già in gruppo su carta. Da lì scegliamo i modelli da sviluppare per primi e prepariamo insieme alcuni contenuti di esempio, così il tavolo arriva in classe con materiale utilizzabile dal primo giorno e non come un oggetto da scoprire. Il resto si costruisce durante l'anno, man mano che i docenti propongono nuove idee.
Inclusione, gestione e manutenzione
Il lavoro su un tavolo condiviso favorisce la partecipazione di studenti che faticano a intervenire davanti alla classe, e le attività possono essere progettate tenendo conto di bisogni educativi diversi: caratteri leggibili, testi brevi, audio associato ai contenuti, tempi regolabili. Le scelte didattiche restano ai docenti; il nostro compito è dare loro strumenti flessibili.
Sul piano tecnico curiamo gli aspetti che determinano se un dispositivo verrà usato davvero: accensione e avvio automatico dell'applicazione, aggiornamenti da remoto, protezione da uscite accidentali dal programma, nessuna raccolta di dati personali degli studenti nelle attività standard. Se la scuola desidera collegare il tavolo ad altre piattaforme didattiche già in uso, ne valutiamo la fattibilità. Formiamo un gruppo di docenti di riferimento, che poi diventa il punto di appoggio per i colleghi. A fine anno scolastico rivediamo con la scuola quali attività sono state usate di più e quali sono rimaste ferme, per decidere dove concentrare i nuovi sviluppi.
